| X- Man le Orgini: Wolverine |
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X- Man le Orgini: Wolverine
Spin-off, cioè “derivato”, è ciò che si dice in gergo cinematografico quando si etichetta film come “X- Man le Orgini: Wolverine”, ultimo capitolo o, per rimanere in gergo, prequel della saga X-Men (“X-Men” del 2000, “X-Men 2” del 2003, “X-Men: Conflitto finale” del 2006). L'accezione del termine non è per forza negativa ma il film di Gavin Hood, bisogna ammetterlo, sembra un rigagnolo d'acqua rispetto al fiume in piena dei tre film precedenti, soprattutto per quel che concerne gli effetti speciali. Oltre a questo, l'impressione generale è che il plot, come spesso accade nelle trasposizioni di fumetti su pellicola, semplifichi al massimo il materiale da cui prende vita, cambiando dettagli qua e là (il Wolverine disegnato è molto più criptico e meno avvezzo al sentimento), a favore di una maggiore fluidità nel racconto. L'incipit mostra Logan (H. Jackman) da bambino che scopre la sua natura mutante, dopo aver ucciso con i suoi artigli ossei un uomo che si rivela essere suo padre. Poi scorrono le immagini di guerra, da quella di secessione ai conflitti mondiali, fino ad arrivare al Vietnam. In primo piano il coraggio di Logan e la sete di violenza del fratello Victor (L. Schreiber) detto “Sabretooth”, anch'egli mutante, che combatte spalla a spalla con lui. Proprio in Vietnam i due fratelli si imbattono nel maggiore Striker (D. Huston), che li include forzatamente in un corpo speciale formato da Wade Wilson-“DeadPool” (R. Reynolds), esperto nell'uso delle katane, Fred Dukes-“Blob” (K. Durand), che assorbe qualsiasi urto con il suo corpo, John Wraith ( Will. i. am), capace di teletrasportarsi ovunque voglia, Zero (D. Henney), specialista nelle armi da fuoco e Chris Bradley - “Bolt” (D. Monaghan), in grado di spostare grandi masse di elettricità solo con la forza del pensiero. Victor si trova a suo agio nelle missioni terroristiche commissionate da Striker, ma, dopo la sua ennesima crudeltà, Logan ne ha abbastanza e decide di ritirarsi dai campi di battaglia, con o senza il consenso del maggiore. Si rifugia in Canada tra le montagne rocciose, dove vive insieme alla compagna Kayla “Silverfox” (L. Collins), e lavora come boscaiolo. Ma tempi delle guerre e del sangue sono lontani ancora per poco. Striker non vuole lasciarsi scappare Logan, anzi studia un piano per poterlo avere di nuovo fra i suoi: rapisce Emma Frost (T. Tozzi), sorella di Silverfox, e costringe quest'ultima a inscenare una finta morte, lasciando intendere che l'uccisore sia Victor. Ignaro di tutto, proprio per sconfiggere il fratello, Logan accetta di sottoporsi ad una tremenda operazione che lo trasforma nell'Arma X. Il suo scheletro viene cosi' ricoperto con l'adamantio, una lega indistruttibile. Ora Logan si fa chiamare Wolverine ( in ricordo di una legenda raccontatagli da Kayla) ed è pronto per vendicare la sua amata. Dopo aver mandato i fumo il piano di Striker di cancellargli la memoria, Wolverine si mette sulle tracce di Victor. Logan deve fare un po' di incontri prima di trovare in Remy LeBeau (T. Kitsch), detto "Gambit", la persona giusta per aiutarlo a trovare il fratello. Fred Dukes, difatti, aveva rivelato a Wolverine che Victor catturava mutanti per gli esperimenti di Striker e che Gambit, unico ad essere riuscito a scappare, lo avrebbe saputo condurre all'isola dove era situato il laboratorio. Così accade e Logan, una volta imbattutosi nei due nemici, scopre la verità su Silverfox. Lei è li', viva, e Logan, perduta ogni aspettativa sul loro rapporto, fa per andarsene finchè Victor non le si avventa contro. Dopo un duello animalesco, Wolverine ha la meglio ma risparmia il fratello. Silverfox gli ricorda che non è un animale e Logan si ferma. Lei lo ha amato e continua a farlo e ora, finalmente, Logan inizia rendersi conto che l'unico vero nemico da combattere è Striker. In cambio del D.N.A. dei mutanti catturati, il maggiore aveva promesso a Victor che lo avrebbe reso invincibile con la stessa operazione eseguita su Logan, ma poi rivela a Sabretooth che non sopravviverebbe, a causa della sua minore resistenza fisica. Ora anche Victor vuole vendetta. Dopo che Wolverine libera i mutanti prigionieri, guidati nella fuga dalla mente del loro futuro maestro Charles Xavier ( P. Stewart), i due fratelli si uniscono e, a stento, sconfiggono DeadPool, l'Arma XI creata con il geni dei mutanti catturati da Striker e il corpo di Wade Wilson. Ma non è ancora finita. Il perfido maggiore spara delle pallottole di adamantio sulla fronte di Logan che perde la memoria. Wolverine fa in tempo a vedere la sua Silverfox senza vita a terra, ma non riconoscendola si lascia guidare da Gambit, che lo porta via dall'isola. Dopo un incasso di 85 milioni di dollari, è stato finalmente reso ufficiale che Hugh Jackman e John Palermo della Seed Partners produrranno il sequel di “X-Men le Origini: Wolverine”, in cui verranno raccontate le avventure dell'eroe ambientate in Giappone (come aveva lasciato intendere uno dei vari finali apparsi dopo la fine dei crediti della pellicola). Evidentemente il timore di rimanere imprigionato in un ruolo “bestiale” non sfiora neanche lontanamente la mente di Jackman... |
