| Il misterioso caso di Benjamin Button |
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Il misterioso caso di Benjamin Button
Dopo Seven e Fight Club, torna l'accoppiata Fincher-Pitt per la trasposizione filmica del racconto di Francis Scott Fitzgerald. La sceneggiatura di Eric Roth forse ricalca un pochino il personaggio “strano”, fuori dal mondo, delineato in precedenza sempre da Roth con Forrest Gump, rendendo fruibile a un pubblico di ogni età la storia del sig. Button (B.Pitt), che all'inizio del film ci appare come una specie di freak, un neonato con la pelle raggrinzita, piena di rughe e che si dispera per i reumatismi. Nonostante la fotografia di Claudio Miranda suggerisca atmosfere oniriche, Fincher racconta una favola tutt'altro che fuori dal tempo. In effetti, il racconto non è altro che un flashback che si snoda dalla prima guerra mondiale fino al 2005, anno dell'uragano Katrina, in seguito al quale sarà ricoverata Daisy (C. Blanchett), voce narrante e amata di Benjamin. E' cosi' che, leggendo il diario in una stanza d'ospedale e ascoltando le parole della madre in fin di vita, Caroline scopre lentamente una verità che le era sempre stata nascosta: quel tipo strano che invece di invecchiare ringiovaniva era stato suo padre. Ma procediamo con ordine. La sig.ra Button, moglie di un ricco produttore di bottoni, muore dando alla luce un bimbo con tutte le patologie di un anziano al termine della sua vita. Mr Button, spaventato, decide di abbandonarlo presso la casa di riposo gestita dalla signora Queenie. Seppure il medico preveda vita breve per il bebè, questi invece, anno dopo anno, sembra stare meglio, fino ad alzarsi dalla sedia rotelle sulla quale era stato costretto fino ai sette anni di età. E' più o meno in questo periodo che Benjamin conosce una bambina dai capelli rossi, Daisy, e tra i due nasce subito qualcosa di speciale. Gli anni passano e verso i 17 anni Ben conosce l'alcol e le donne grazie al capitano Clark, che gli offre di lavorare sul suo rimorchiatore. Salute e aspetto migliorano di giorno in giorno, cosi' il ragazzo decide di accettare. Prima di partire, Benjamin ha anche modo di passare una serata con suo padre, che non si rivelerà finché non sarà sul punto di morte. Durante la seconda guerra mondiale, la marina militare statunitense assorbe il rimorchiatore di Clark tra le sue flotte. Accade così che Ben perde quasi tutti i suoi compagni di ciurma, compreso il capitano. Tornato a New Orleans, Ben (che assomiglia sempre di più al Brad Pitt dei rotocalchi rosa) rivede Daisy, ormai ballerina affermata. Dopo alcune incomprensioni, i due finalmente decidono di vivere insieme e Daisy, che non può più danzare a causa di un incidente, apre una scuola di danza. Sembra andare tutto liscio finché la donna non rimane incinta. La paura di non poter crescere suo figlio come un vero padre attanaglia l'uomo, che decide di andarsene. Ben e Daisy si rincontrano altre due volte, l'ultima delle quali lui ha l'aspetto di un bimbo di dodici anni con evidenti difficoltà di ragionamento. Lei rimane ad accudirlo finché lui non muore, con le sembianze del neonato che avrebbe dovuto essere 85 anni prima. I continui rimandi storici valgono l'oscar per migliore scenogafia (D. G. Burt, V. J. Zolfo) e il “ringiovanire” di Pitt merita quello per miglior trucco (G. Cannom) e migliori effetti speciali (E. Barba, E. Williams). Le 13 nominations erano francamente un po' troppe, ma il film è sicuramente da vedere.
Leonardo Giomini |
